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Email marketing e automazione

Email marketing in Italia: velocità, costi e consenso al tracciamento

Confrontare tariffe basate su invii, contatti o velocità; preparare i controlli sui tracking pixel indicati dal Garante.

Verificato il 2026-10-23

Contare anche il tempo necessario a inviare

MailUp pubblica un modello basato sulla velocità, con destinatari e invii illimitati; la configurazione iniziale indicata è di 2 000 email l’ora. Esempio puramente aritmetico: 60 000 messaggi a quella velocità richiedono 30 ore di capacità di invio. Non è una previsione di recapito in casella. Chiedete disponibilità effettiva, code condivise e costo per completare una promozione nella vostra finestra commerciale.

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Confrontare lo stesso calendario

Brevo combina nei piani Starter soglie di contatti e volume mensile. Preparate per entrambi i modelli un calendario con campagne, automazioni e picchi, anziché confrontare soltanto il prezzo iniziale. Nel preventivo fate indicare valuta, IVA, rinnovo, utenti, funzioni necessarie e durata contrattuale. Un importo mensile equivalente con pagamento annuale va trasformato nella spesa effettiva impegnata. Aggiungete attività di configurazione e controllo, senza stimare un ritorno economico non dimostrato.

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Non importare le regole B2B di un altro Paese

Nel provvedimento del 4 dicembre 2025, il Garante ha ribadito il consenso preventivo per email promozionali anche rivolte a professionisti; la pertinenza con la professione non basta. L’eccezione per prodotti o servizi analoghi riguarda clienti con un acquisto effettivo e richiede le relative condizioni. Fate verificare la base applicabile alla vostra lista e conservate origine, prova disponibile e opposizioni. L’importazione tecnica di indirizzi non autorizza una campagna.

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La scadenza italiana sui pixel

Alla verifica del 23 ottobre 2026, il Garante indica il 29 ottobre 2026 come termine di adeguamento alle linee guida sui tracking pixel nelle email. Richiede informazione, consenso preventivo specifico e revoca semplice, con eccezioni delimitate per determinate finalità. Distinguete il permesso di inviare dalla raccolta di dati sul comportamento. Un pannello che mostra statistiche aggregate non dimostra, da solo, che a monte non sia avvenuto un tracciamento individuale.

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Collaudare la revoca dentro le automazioni

Create tre contatti di prova: uno con le autorizzazioni necessarie, uno senza consenso al monitoraggio e uno che lo revoca. Chiedete di vedere messaggi generati, dati raccolti e conseguenze sulle automazioni. Provate poi un’importazione CRM per verificare che non riattivi l’opposizione. Stabilite un percorso alternativo per i flussi che non possono basarsi sull’apertura tracciata. Questo controllo riguarda configurazione e uso concreto; non è una certificazione generale della piattaforma.

La tua lista di verifica

  1. In quante ore può terminare la nostra campagna e quanto costa la capacità richiesta?
  2. Quali limiti valgono contemporaneamente per contatti, invii, automazioni e utenti?
  3. Come si documentano consenso, origine del contatto e opposizione?
  4. Si può disattivare il tracciamento per il singolo destinatario mantenendo gli invii altrimenti autorizzati?
  5. Come vengono recepite revoca e cancellazione nelle liste sincronizzate?
  6. Quali cambiamenti avete previsto per le indicazioni del Garante con termine 29 ottobre 2026?

Fonti consultate

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